Il libretto delle istruzioni l'ho sempre letto poco e malvolentieri.
Il libretto di istruzioni della vita poi è troppo lungo, oscuro e complicato per essere letto di buon animo.
Forse ognuno si scrive il suo.
Io ho l'impressione di aggiungere una lettera o una parola al giorno.
Lavoro lento ma costante.
Lento ma inesorabile direbbe un vecchio amico di collegio.
Lento ma sereno dico io.
Il cuore striscia sul selciato e io, all'idea, mi ci sto abituando.
Non so se è giusto ma ho come l'impressione che la mia sensibilità lo richieda.
E poi vedo in tv l'intervista ad un alpinista.
Vedo le montagne.
E mi viene da piangere.
Ma è un pianto sereno, felice.
La, mi sono sempre trovato bene.
Fatica per essere ripagati da un paesaggio, una nuvola, un raggio di sole.
E chi non c'è mai stato non può certo capire.
E' la vorrei essere ora.
Libero.
più leggero
charlieboy
venerdì 16 marzo 2012
L'orchidea
Vorrei scrivere. Ma le idee mi si bloccano alla fase di ideazione.
Non riesco a mettere insieme più di poche parole, frasi al massimo.
Non so perchè.
Mi è bastato però per sorridere un messaggio della ex fidanzata che mi mostrava l'orchidea che le avevo regalato, ora in fiore.
Incredibile sia la fioritura che la tempistica.
Qui mi massacro di fatica fisica per tenere su il morale.
Morale bastonato da discussioni con gente che di discutere non ne vuole sapere.
Eppure sono qui.
Ora dormo.
ho sonno
charlieboy
Non riesco a mettere insieme più di poche parole, frasi al massimo.
Non so perchè.
Mi è bastato però per sorridere un messaggio della ex fidanzata che mi mostrava l'orchidea che le avevo regalato, ora in fiore.
Incredibile sia la fioritura che la tempistica.
Qui mi massacro di fatica fisica per tenere su il morale.
Morale bastonato da discussioni con gente che di discutere non ne vuole sapere.
Eppure sono qui.
Ora dormo.
ho sonno
charlieboy
lunedì 12 marzo 2012
A perfect solitude #2
Week end via.
Come nella dolce vita.
In quella splendida città che è Roma.
Splendida.
Sbrigate le burocrazie "lavorative" mi concedo 24 ore da godermi appieno.
Meraviglioso.
Mi ritrovo ad avere la pelle d'oca in piazza Navona e poi la stessa, bellissima, sensazione a S. Maria Maggiore, mentre mi appisolo all'ombra della colonna in attesa che arrivi l'orario per prendere il treno.
Tre giorni da solo.
Tre giorni felici.
Avevo paura della mia "solitudine" e invece mi ritrovo ad esserne "compiaciuto".
Mi sono stancato fisicamente e mentalmente.
E mi ritrovo ad essere sereno.
Ho nelle ossa e negli occhi un cielo meraviglioso. Un sole caldo e tante, tante belle cose viste.
Odori, profumi, suoni, parole.
Mi è sembrato di bastarMi in questi 3 giorni.
E ci voleva. Ci voleva proprio.
Ritorno più riposato che mai.
Domani si lavora.
ma domani è un altro giorno
charlieboy
giovedì 8 marzo 2012
A perfect solitude
Fa abbastanza fresco.
Pedalo in mezzo alla campagna.
150 di frequenza cardiaca. 110 pedalate al minuto. 31 km/h.
Fatico il giusto.
Il rumore dell'aria nelle orecchie.
Il respiro che ogni tanto emerge e che si fa' sentire anche lui.
Passo sopra un ponte.
Compare il sole.
Non c'è nessuno in giro.
Sento la stanchezza mentale dissolversi di fronte al movimento.
Sento che è il modo giusto per combatterla.
Ridurla ai minimi termini.
Sorrido e pedalo.
Verso casa.
una perfetta solitudine
charlieboy
Pedalo in mezzo alla campagna.
150 di frequenza cardiaca. 110 pedalate al minuto. 31 km/h.
Fatico il giusto.
Il rumore dell'aria nelle orecchie.
Il respiro che ogni tanto emerge e che si fa' sentire anche lui.
Passo sopra un ponte.
Compare il sole.
Non c'è nessuno in giro.
Sento la stanchezza mentale dissolversi di fronte al movimento.
Sento che è il modo giusto per combatterla.
Ridurla ai minimi termini.
Sorrido e pedalo.
Verso casa.
una perfetta solitudine
charlieboy
martedì 6 marzo 2012
ritmi circadiani
Come se fosse il perpetuarsi di un'azione. Di un ciclo. Di un processo chimico.
Sapere che prima o poi ci ritornerò, e poi via, daccapo, a sperarci di nuovo.
A pensare che non ricapiterà.
E invece ricapita. E quello che mi ammazza e proprio questo. La speranza.
Crederci ogni volta.
Come quando i miei litigavano e minacciavano il divorzio e io speravo che non ritornasse più quella situazione.
Ci speravo. Con tutto me stesso. Come se avessi potuto davvero farci qualche cosa.
E invece la cosa ritornava, con una ciclicità imbarazzante.
Quasi ogni settimana.
Quasi ogni settimana di domenica. A pranzo.
Occasione di tensione nota, conosciuta, temuta.
Inevitabile!
Eppure ci sperato cristo.
Ogni volta mi mettevo a misurare tutto, le parole, gli sguardi, il respiro.
Cercavo di assottigliarmi, di fare in modo, di non dare modo che si potesse scatenare la tempesta.
Cercare di allontanare le nuvole con un ventaglio.
Già.
E non funzionava mai.
Forse è lì che ho iniziato ad odiarla la "ciclità". Gli appuntamenti dolorosi con le situazioni prima e poi con me stesso.
Perchè una vita al top non me la immagino.
Ma ci spero.
E allora quando mi ritrovo pieno di vita, a letto, a casa, da solo, sento che la sto buttando nel cesso.. e mi agito, ma è agitarsi con una frequenza talmente alta che sembro fermo, anzi, sono fermo.
E così, penso, ma non in modo lucido, penso e ripenso a quello che avrei potuto... e allora tutte le occasioni non si profilano ma vengono archiviate come vecchie. Già perdute.
E così sul lavoro.
Indolenza. Nessuna voglia.
Se non dovessi andarci, per mantenermi, non ci andrei.
E poi paura, la paura di spostarmi. Di cambiare strada.
E poi la voglia di una stabilità, di piantare i piedi su un terreno sano. Stabile.
E poi la voglia di una casa, calda, felice, piena di luce.
Voglia di sentire odore di cibo appena cucinato, del ticchettio del forno, di un sorriso, di un bacio e un abbraccio.
Voglia di essere cercato. Voglia di fare cose insieme.
Di avere e di essere punto di riferimento.
Ecco di cosa avrei voglia.
Non so se si sistemerebbe tutto, ma molto sì.
E poi la voglia di essere capito, su tutto. Unita alla voglia di farmi capire.
Voglia di parlare, e di usare le parole nel modo più semplice possbile.
Per spiegarsi, per chiarire, per sollevare il sipario, per svelare i trucchi dietro alla magia.
Voglia di ridere e di sentirmi leggero.
Voglia di quello che non ho. Punto.
Oggi quello che ho non mi basta.
non mi è mai bastato
charlieboy
Sapere che prima o poi ci ritornerò, e poi via, daccapo, a sperarci di nuovo.
A pensare che non ricapiterà.
E invece ricapita. E quello che mi ammazza e proprio questo. La speranza.
Crederci ogni volta.
Come quando i miei litigavano e minacciavano il divorzio e io speravo che non ritornasse più quella situazione.
Ci speravo. Con tutto me stesso. Come se avessi potuto davvero farci qualche cosa.
E invece la cosa ritornava, con una ciclicità imbarazzante.
Quasi ogni settimana.
Quasi ogni settimana di domenica. A pranzo.
Occasione di tensione nota, conosciuta, temuta.
Inevitabile!
Eppure ci sperato cristo.
Ogni volta mi mettevo a misurare tutto, le parole, gli sguardi, il respiro.
Cercavo di assottigliarmi, di fare in modo, di non dare modo che si potesse scatenare la tempesta.
Cercare di allontanare le nuvole con un ventaglio.
Già.
E non funzionava mai.
Forse è lì che ho iniziato ad odiarla la "ciclità". Gli appuntamenti dolorosi con le situazioni prima e poi con me stesso.
Perchè una vita al top non me la immagino.
Ma ci spero.
E allora quando mi ritrovo pieno di vita, a letto, a casa, da solo, sento che la sto buttando nel cesso.. e mi agito, ma è agitarsi con una frequenza talmente alta che sembro fermo, anzi, sono fermo.
E così, penso, ma non in modo lucido, penso e ripenso a quello che avrei potuto... e allora tutte le occasioni non si profilano ma vengono archiviate come vecchie. Già perdute.
E così sul lavoro.
Indolenza. Nessuna voglia.
Se non dovessi andarci, per mantenermi, non ci andrei.
E poi paura, la paura di spostarmi. Di cambiare strada.
E poi la voglia di una stabilità, di piantare i piedi su un terreno sano. Stabile.
E poi la voglia di una casa, calda, felice, piena di luce.
Voglia di sentire odore di cibo appena cucinato, del ticchettio del forno, di un sorriso, di un bacio e un abbraccio.
Voglia di essere cercato. Voglia di fare cose insieme.
Di avere e di essere punto di riferimento.
Ecco di cosa avrei voglia.
Non so se si sistemerebbe tutto, ma molto sì.
E poi la voglia di essere capito, su tutto. Unita alla voglia di farmi capire.
Voglia di parlare, e di usare le parole nel modo più semplice possbile.
Per spiegarsi, per chiarire, per sollevare il sipario, per svelare i trucchi dietro alla magia.
Voglia di ridere e di sentirmi leggero.
Voglia di quello che non ho. Punto.
Oggi quello che ho non mi basta.
non mi è mai bastato
charlieboy
domenica 4 marzo 2012
capsule
[from working place]
Ripensavo a ieri sera. Al fatto di essermi sentito bene. Ma proprio bene.
Rilassato.
Mentre guidavo di ritorno da una mangiata di tortelli eccezionali!
E' lì che, tra risate, mi è sembrato di inalare una dose di benessere superiore alle aspettative.
E mi ha stupito.
E' come se avessi estratto la mia confezione di capsule di gioia e ne avessi inghiottita una.
Effetto immediato, risolutivo.
Effettivamente gli elementi c'erano tutti. Una serata nata così dal niente, lei che ha accettato l'invito a cena, una chiacchierata senza pudori, senza finti imbarazzi, a raccontarsi come sono andate davvero le cose. Giusto.
E poi riderci su, su tante minchiate fatte, e su tante che non rifarei :)
Tutto molto semplice.
Tutto molto terapeutico.
c'è da usarle più spesso queste capsule
charlieboy
Ripensavo a ieri sera. Al fatto di essermi sentito bene. Ma proprio bene.
Rilassato.
Mentre guidavo di ritorno da una mangiata di tortelli eccezionali!
E' lì che, tra risate, mi è sembrato di inalare una dose di benessere superiore alle aspettative.
E mi ha stupito.
E' come se avessi estratto la mia confezione di capsule di gioia e ne avessi inghiottita una.
Effetto immediato, risolutivo.
Effettivamente gli elementi c'erano tutti. Una serata nata così dal niente, lei che ha accettato l'invito a cena, una chiacchierata senza pudori, senza finti imbarazzi, a raccontarsi come sono andate davvero le cose. Giusto.
E poi riderci su, su tante minchiate fatte, e su tante che non rifarei :)
Tutto molto semplice.
Tutto molto terapeutico.
c'è da usarle più spesso queste capsule
charlieboy
giovedì 1 marzo 2012
La Nausea
La nausea.
Proprio come il libro di Gian Paolo Sartre.
Che mi prende d'improvviso. Dopo che me n'ero dimenticato.
Mi sono rotto i coglioni sapete?
Mi sono rotto i coglioni di sopportare, che "vedrai domani andrà meglio", che le cose cambieranno.
Si ma col cazzo!
Il mio domani è adesso. Il meglio DEVE venire ora.
Mi sono rotto i coglioni.
L'avevo già detto?
Dei lamentosi (come me).
Di quelli che ti devono parlare sopra, di quelli che ti devono vomitare addosso tonnellate di parole.
Esistete grazie a gente come me. Che vi sopporta.
Senza sareste nulla.
Eppure non siete abbastanza furbi da dirmi grazie, da capire che è così e, forse, da capire che avete rotto i coglioni.
E poi la nausea, la nausea per il lavoro, per il fatto che non me ne frega un cazzo, che non mi interessa e non mi interessa parlarne.
Che è fonte di redditto attraverso la quale mi mantengo.
Sarà mica una motivazione questa?
Non lo so.
comunque domani è un altro giorno
e io non c'ho un cazzo di voglia!
charlieboy
Proprio come il libro di Gian Paolo Sartre.
Che mi prende d'improvviso. Dopo che me n'ero dimenticato.
Mi sono rotto i coglioni sapete?
Mi sono rotto i coglioni di sopportare, che "vedrai domani andrà meglio", che le cose cambieranno.
Si ma col cazzo!
Il mio domani è adesso. Il meglio DEVE venire ora.
Mi sono rotto i coglioni.
L'avevo già detto?
Dei lamentosi (come me).
Di quelli che ti devono parlare sopra, di quelli che ti devono vomitare addosso tonnellate di parole.
Esistete grazie a gente come me. Che vi sopporta.
Senza sareste nulla.
Eppure non siete abbastanza furbi da dirmi grazie, da capire che è così e, forse, da capire che avete rotto i coglioni.
E poi la nausea, la nausea per il lavoro, per il fatto che non me ne frega un cazzo, che non mi interessa e non mi interessa parlarne.
Che è fonte di redditto attraverso la quale mi mantengo.
Sarà mica una motivazione questa?
Non lo so.
comunque domani è un altro giorno
e io non c'ho un cazzo di voglia!
charlieboy
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