martedì 31 gennaio 2012

Una giornata senza pretese

Non ho molto da scrivere.
La spinta dei giorni passati sembra essersi esaurita. Ora c'è la risacca.
Ho chiarito con la donna che popola i miei pensieri. E' stato uno spiegarsi bello. Sincero.
Non mi sono sentito alla sua altezza. Chissà perchè?
Ho chiamato una mia carissima amica, l'unica cui ho fatto leggere le mie cose.
Mi è venuta voglia di sentirmi dire che "sono una brava persona".
E me l'ha detto :)
E io mi sono sciolto.
charlieboy

Sotto un cielo di nebbia
che cielo non e'
e' un altro giorno insicuro
che io passo con te
E ci troviamo qua
tra lampioni e vetrine
tra pezzi di scarpe liquori e cucine

E' stato forse per noia
o per mancanza di vino
siamo usciti di casa
e andati incontro al destino
destino normale
fatto di punch e giornale
di risate spremute
e di parole taciute

E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera

E i miei occhi
coi tuoi
vanno incontro alla strada
sui motori e le luci
brilla altera la luna
e non parliamo di niente
in questa scura pianura
L'auto va dolcemente
dentro la notte piu' scura

E' una giornata
senza pretese
e non ci succede
una volta al mese
Stiamo qua
abbracciati
ad aspettare la sera
e se mi guardi
io non ti vedo
ma mi ricordo
del nostro amore
stiamo qua
messi qua
ad aspettare la sera...



domenica 29 gennaio 2012

Me, justice and artistic carpets.

Ancora qui.
A rileggerle le cose, è chiaro che covo qualche cosa. Come era successo ai tempi.
Quando la nostalgia della ex montava su e io non sapevo ben spiegarmela.
Io non sono sincronizzato con il presente.
Le mie sensazioni arrivano scollegate dalle spiegazioni.
E' sempre così. E quando succede mi chiedo cos'è questo malumore? Quest'uggia? Questa morsa?
La spiegazione però non c'è ancora. Non dispero ma la cosa mi indispone.
Sono annoiato da questo mio modo d'essere. Ma ci provo. Cazzo se ci provo.
Però le cose si ripropongono potenti. Difficile far finta di niente. Difficile voltarsi dall'altra parte.
E quando succede allora si ripropone il mio ipertrofico "senso di giustizia", come se il mondo dovesse reggersi su questo sano principio. Ma non è così.
Però mi sembra un'ingiustizia. E allora via daccapo.
Sapere che tendo a quello (alla giustizia, ndr). O forse. Sapere che mi rifugio dietro la consolante visione della "giustizia", delle cose "giuste" quando invece c'è tutt'altro.
Sono cose puramente teoriche, pochissimo reali.
E' come sapere di aver già perso in partenza.
Perchè probabilmente è così.
Ma a me non è che mi vada poi così tanto bene.
E poi è vero che sono solo. Sempre solo. (E oggi mi pesa, ndr).
Ma io lo sono da un po' troppo. E non mi va' neanche questo.
Avrei bisogno di qualcuna, avrei bisogno di una cartina tornasole.
Avrei bisogno di legna da bruciare.
Avrei bisogno di una stufa per scaldare l'ambiente.
Avrei bisogno perchè è giusto così. Perchè siamo progettati per essere in due. Perchè molto di quello che dico e faccio è intriso di senso della giustizia.
Di cose che debbano andare correttamente.
Linearmente.
Abbastanza dritte da fare in modo che ognuno MERITI ciò che si merita.
Già.
Perchè il punto è che non credo di meritare questo.
Mi sembra che la "punizione" (tanta autocommiserazione, e me ne accorgo :) sia eccessiva.
La pena da scontare per un reato che non so se ho commesso, ma che non mi sono accorgo di commettere :)
Proprio come alla mostra di oggi pomeriggio, mi guardavo in giro e mi sono ritrovato a camminare sul morbido.
"Ma che bei tappeti!" ho pensato.
E invece erano opere d'arte (pur sempre dei tappeti, ndr).
Non se n'è accorto nessuno però :)
E il mio affilato senso di giustizia mi ha impedito di autocostituirmi.
Non l'avevo mica fatto apposta :)
Già.
Sono fatto così.
non lo faccio mica apposta.
charlieboy

venerdì 27 gennaio 2012

già... l'amore.

Altra scossa di terremoto da queste parti.
Scrivo un po', sono un po' vuoto dentro.
Decine e decine di messaggi per "discutere" con quella che popola i miei pensieri.
Solita dinamica. 
L'avevo vissuta 3 anni fa', la rivivo ora. E' evidente che è il suo "modus operandi".
E' parte di lei.
Quello che non la fa' stare bene. Quello che le fa' appendere il concetto di felicità a chiodi troppo fragili e sottili per sostenerla.
Questo è sicuro. Non è una persona contenta.
Ma è anche una di quelle che, cerca di tirarti giù con loro, di portarti allo stesso piano. Se sono scontenta io, sei scontento anche tu. Così siamo in due.
Bah. Non è proprio così funziona. O quantomeno. Non è per me che funziona.
E allora lei mi spiega il suo più recente passato e ci sta che uno vada a convivere con lei per 20 giorni.
Certo. L'ha scopata ben bene e poi se n'è levato dai coglioni.
Non discuto se lui ha fatto bene o male. Non mi interessa.
Ma io non faccio così.
Delle immense scopate, di quelle da raccontare agli amici il Venerdì sera non me n'è mai fregato un cazzo.
Eppure.
Eppure ci provo a metterci del mio. Mi pongo così come sono.
E allora la cosa non piace.
Meglio quello che dice sempre di sì. Che ti porta a fare gli aperitivi. Che ti vuole scopare.
Rispetto a chi, come me, cerca di essere così com'è perchè è chiara una cosa, non devo vendere fumo, non devo imbellettarmi. Perchè dovrei farlo? Per fare bella figura? E poi? C'ho provato a farlo.
Ma quello che sono, chi sono veramente è sempre saltato fuori. Le mie idee, il mio carattere.
E anche questa volta non si è arrivati a nulla. Al solito Lei che attacca e spara bordate e io, che non ho voglia di fare corpo a corpo, dico semplicemente come stanno le cose, per me.
Perchè così è. Perchè è chiaro che non ho ragione al 100% ma io non sono, ne posso, ne voglio, essere come tu mi vuoi.
Io sono così. Perchè così ho scelto. Perchè così sono ora.
Non va bene? 
Ma sei sicura?
Io non la voglio cambiare, ma voglio, desidero che mi ascolti, senza archiviare le cose che dico come: "moralistiche stronzate" o peggio.
Eppure lei fa' così. Io no.
Se ne accorge?
Si accorge che dietro c'è del rispetto. C'è forse amore?
Qualcosa mi fa' pensare che forse sì. Ma non puoi ricattarmi con questo per snaturare ciò che sono.
Non lo posso accettare. A 30 anni non lo faccio più.
Ho l'impressione che quello che vado cercando semplicemente non esista.
Penso che sia tutto dentro la mia testa.
Penso che sia molto difficile trovare persone con cui si riesca a parlare di cose intime, di cose che toccano sul vivo, nel modo migliore. Senza giudicare. Senza la pretesa di indicare la via. Semplicemente un qualcosa di intimo che magari risulterà "deludente" ma che è sicuramente sentito, vissuto e che può essere anche "pesante" da spiegare.
E' sempre più facile incasellare a priori. Rendere tutto organizzato e asettico come un magazzino Ikea.
Ma io so che non è così. E lo sanno anche gli altri.
Allora perchè attaccare il codice a barre?
Perchè cercare di affondare chi prova qualcosa per te?
Perchè non cercare di risolvere questi perchè?
Io l'ho fatto (senza sentirmi un eroe), ho dovuto imparare ad avere "pietà" per me stesso e di conseguenza con gli altri.
Lei questa "pietà" non ce l'ha perchè ai tempi si era e si sarebbe sacrificata per quello che probabilmente Lei ricorderà come "il mio grande amore". 
Ma quando uno è spostato, quando ci sono figli di mezzo  e quando c'è soprattutto un abuso di sostanze mi sembra chiaro che non ci sia molto spazio per l'amore.
O almeno, così mi risulta facile pensare (e forse mi sbaglio).
Ma sicuro non c'è amore quando cerchi di attaccarti a una persona per trascinarla nel baratro con te.
Lei gliel'ha temporaneamente lasciato fare.
Cristo, doveva essere innamorata alla follia.
Già. La follia.
Probabilmente pensa di aver toccato l'apice con questa storia, una vetta inviolata.
Ci pensi? Uno che lascia tutto per venire con te...
Uno che lascia tutto per venire con te cercando di distruggerti, aggiungo io.
Ma allora che sapore ha l'amore?
E' una cosa positiva?
Perchè in una storia così secondo me non c'è un cazzo di positivo.
Distruzione fisica, mentale, famigliare.
Ecco cosa ci vedo io. 
Ma forse è per questo che è una cosa tanto rara. 
Perchè lo carico di belle cose. 
Perchè l'amore è una cosa positiva!
E la gente che ho attorno sembra esserselo dimenticato!
O semplicemente.
non esiste.
charlieboy

mercoledì 25 gennaio 2012

Leggo Bukowski

Torno dal lavoro.
Mi scolo una bottiglia di Gutturnio frizzante quanto basta e fredda quanto basta.
Mi faccio uno shot di scotch whisky.
Mi chiedo se qualcuno abbia mai fatto "meglio" di Gesù Cristo.
Mi viene da piangere.
Piango.
Penso e ripenso a quella che popola  i miei desideri.
E' lì. A portata di mano, ma mi sembra lontanissima.
Leggo Bukowski.
Rileggo Bukowski.
Mi metto sotto le coperte.
E da ubriaco.
Mi viene voglia di scrivere qualcosa.
Il casino che c'ho dentro,
Quello non riuscirò mai a scriverlo.
charlieboy

sabato 21 gennaio 2012

Un post intimo?Incomprensibile?Criptico? Zen!

La diffidenza, già, la diffidenza.
Uno dei modi miei modi per combatterla è parlarne, anche facendo fatica a trovare le parole. Anche se mi sembra di parlare di niente. Anche se mi sembra di non riuscire a centrare l'obbiettivo.
A riguardo, l'argomento è sempre stato abbastanza scivolo, evanescente. E' sempre stato difficile toccare i punti più profondi. Più intimi.
Parlarne con le persone a me più vicine dovrebbe aiutarmi a raggiungere questa conoscenza. Ma poi arriva la diffidenza che si instaura nel momento in cui di certezze ce ne sono poche.
E allora com'è che è? La persona che ho davanti ha davvero capito quello che voglio dire? Riesce a capire quello che sento? Riesce a capire quello che provo?
Non lo so. Ma il dubbio è più che sufficiente a mettere distanze. Il dubbio è quello che instaura la paura. E da quella tutto ciò che, potenzialmente, si può scatenare. Compresi atteggiamenti sbagliati, aggressività, in definitiva meccanismi di autodifesa.
Quello che provo a fare è di "spogliarmi" di quest'autodifesa parlando e parlando. Cercando di non nascondere i lati che considero meno appettibili. Che mi piacciono di meno. Ma che però ci sono, sono ben presenti e, che lo voglia o no, sono parte integrante di quello che sono io.
Ho passato troppo tempo in passato a sognare di essere qualcos'altro, qualcun'altro. E poi un bel giorno apro bene gli occhi e mi scopro così come sono (lo sapevo già com'ero). Perchè avrò anche sognato di essere qualcun'altro ma così ci sono diventato per scelta mia. Questo è pacifico.
Parlare poco di certi lati del mio carattere è stata un'altra ottima strategia.
Spiegarsi poco agli altri è la via più facile per lasciare aperte tutte le strade, tutte le spiegazioni. E' così che scopro come le persone mi vedevano. E mi viene da ridere perchè da quello che mi dicono da "fuori" sembro "l'uomo di ghiaccio", quello serio, quello sicuro di se, quello che parla poco.
Dentro di me non è propriamente così. C'è un casino incredibile. E in passato, ce n'è stato anche molto di più.
E', come dicevo prima, spogliandomi degli atteggiamenti difensivi nei confronti degli altri, che mi sembra di riuscire a toccare sul vivo questo argomento.
Lo sento perchè fa' un po' male e perchè mi lascia in bocca quella sensazione di incompleto. Quella sensazione di incomprensione che si lega indossolubilmente a problemi ancora aperti. Ancora da risolvere.
Non ancora messi a fuoco completamente.
Parlarne mi aiuta. Parlarne con altre persone mi permette di avere un feedback, certo è che è un problema che devo risolvere tra me e me e che, spesso da parte dell'interlocutore c'è la tendenza a spingersi troppo in là. A dare pareri che, per quanto rispetti, si spingono troppo lontano. Che sono troppo pretenziosi.
Mi sono sentito dare dell'adolescente per questo mio atteggiamento e la cosa mi ha toccato sul vivo. Lo associo a una cosa negativa e alla voglia di ridurre ai minimi termini il fatto di essere (poco o tanto) contorto.
Come se l'età adulta si accompagnasse e si reggesse solo su saldi principi. Come se questi fossero la sola matrice da utilizzare per risolvere i propri problemi.
Io tutti questi saldi principi non li vedo in giro. Non mi sembra che la "gente" (termine estremamente impersonale :) poggi il proprio agire su principi guida che illuminano il cammino.
Mi sembra più che altro che la moda (utilizzo il termine in senso prettamente statistico) privilegi la mancanza di   "principi" e piuttosto segua concetti meno articolati come il guadagno personale (non intenso solo in senso economico), l'opportunità, la superficialità nei rapporti.
Non me ne tiro fuori, sarebbe assurdo, ma attualmente non sono così (non al 100% quantomeno). Non me ne vanto. Questo non fa' di me una persona migliore. Ma accorgersi delle differenze è, a mio avviso, una cosa sacrosanta. Sarò estremamente stupido nel dire che sono il mio peggiore nemico e la mia peggiore fonte di rottura di coglioni. Che cerco di rispettare una sorta di (non immutabile) "regolamento di condominio" in quello che faccio, nei confronti di me stesso e nei confronti degli altri.
Rispetto le leggi che io stesso ho fissato. Rispetto il protocollo che ho deciso di utilizzare.
Questo è forse semplificare? Questi sono "valori"?
Forse. Non lo so. Però mi sembra di essere intellettualmente onesto, nei confronti miei e nei confronti degli altri.
Se poi mi chiedono il perchè io sia così, bè, questo non lo so.
So che così sono sempre stato. Ho sempre avuto la fottuta tendenza a scavarmi dentro. A (auto)rompermi i coglioni.
Comunque ci voleva, mi sono sfogato. Ora sto meglio.
Non è importante che il post sia più o meno comprensibile ma avevo bisogno di scriverlo così.
Un proverbio zen dice: "Nell'istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge".
Nel mio caso, per questo argomento, è più vero che mai.
charlieboy

giovedì 19 gennaio 2012

E poi.. Heart and I

Serata strana. Stranissima.
Vissuta bene. In modo naturale.
Dio benedica serate così.
Esco con la tizia di cui ero "innamorato" qualche anno fa'.
Parlato. Discusso. Parlato dei sentimenti. Di quello che siamo stati l'uno per l'altro.
E' sempre strano apprendere che le sensazioni provate sono quasi sempre differenti! :)
Lei oggi ha confessato che ai tempi mi odiava.
Io no. Io al contrario. Avrei voluto provare a costruire qualcosa.
Eheheheh.. scusate ma mi viene da ridere.
Eppure me n'ero accorto che c'era qualcosa che non andava.
Indice che anche ai tempi, nonostante la confusione e tutti i vari casini, così "scemo non ero".
Mi compiaccio di riuscire ad accorgermi delle "situazioni" che una persona riesce a vivere. Che attraversa.
Ai tempi avevo messo distanza tra me e lei.
Con il senno di poi avevo fatto bene :)
Mi piace ancora.
Soprattutto la sua bocca.
Eppure sono qui. Ne parlo tranquillamente.
A prescindere da come andrà.
Accetto ogni situazione. Ogni conclusione :)
E poi esco a mangiare.
E ascolto su Mtv "Animal Instinct" dei Cranberries.
E mi viene in mente che per una fan dei Cranberries quando avevo 18 anni avevo menato un casino incredibile.
L'avevo conosciuta su un treno di ritorno dal mare e l'avevo cercata in ogni dove. Nella sua scuola. Nella sua città. Su internet. All'anagrafe del suo comune :)
L'avevo infine trovata. E non si era mai più fatta sentire.
Le donne non capiscono proprio un cazzo :)
Ehehehe.. scherzo... ma neanche così tanto...
E poi ascolto "Heart and I" di Robbie Williams.
Mi viene in mente la mia ex.
Mi viene in mente mentre passeggiavamo sulla banchina del porto turistico di La Valletta ammirando la Costa Concordia ormeggiata.
La nostra storia è affondata prima di questa nave.
Eppure me la ricordo ancora. Mentre preparavamo il riso freddo nel nostro flat affittato a Mellieha.
Comunque una vacanza indimenticabile.
Un sacco di donne che mi girano per la mente stasera.
Complice tutta la birra che ho bevuto.
Contento di aver bevuto tutta questa birra.
Contento di aver conosciuto queste donne.
Contento. Punto.
charlieboy
http://www.youtube.com/watch?v=pcgOHCO-cRQ&feature=related

martedì 17 gennaio 2012

Tales from Scotland #1

Sogno serpenti e serpenti che mordono serpenti. Dormo discretamente male ultimamente.
Nessuna sveglia alla solita maledetta ora (5.10 am, ndr) ma faccio fatica a prendere sonno. Sarà che tra notti e giorni i miei ritmi circadiani si sono incasinati. "Tanto sei giovane mi dicono..". Però oggi alle ore 2.00 pm mi sarei addormentato in un qualsiasi posto. Peccato stessi lavorando :)
Quando soffri "d'insonnia" tutto è la fotocopia di una fotocopia di una fotocopia (Fight Club, ndr)...
Quindi va' così.
Ho tanta voglia di leggere e magari fare qualcosa di utile, tipo "recensire" un libro, così per consigliare qualcosa a chi mi legge. Infin dei conti da altri blog ho rubato idee e spesso dei bei "titoli" citati nei vari post. Mi sembra il momento con di restituire il favore con qualcosa di "mio".
Prima però volevo riportare qualcosa scritto durante la trasferta che mi ha portato in terra di pecore, whisky, rugby, cornamuse, kilt, birre ale, birre stout, birre lager, haggis, irn bru, sean connery, mark knofler, paolo nutini etc...

Volo EasyJet EJW366 Milano Malpensa - Edinburgh 30.12.11
Le sensazioni positive procedono non so esattamente che tipo di consapevolezza sia però c'è, e funziona. Poco prima del decollo l'ho sentita, quella voglia di "cogliere tutte, o quasi" le opportunità che mi si presentano.
Se dovessi cercare un senso della mia vita adesso sarebbe sicuramente questa cosa qua.  Niente di straordinario ma qualcosa di difficile da fare, da mantenere con costanza. Perchè anche di questo si tratta. Di vivere una sensazione buona ma duratura nel tempo.
Mischiando Bukowski e il "motivation speech" di Al Pacino in "Any Given Sunday"  posso dire che "le possibilità sono dappertutto e che, cogliendole, ho l'opportunità di portare un po' di luce nella mia vita. Proprio quella che, non sarà una grande luce, ma la vince sulle tenebre".
E allora si che mi sembra di descrivere la definizione di completezza. Di sentirmi completo.
Di sfruttare le situazioni appieno.
Ed è proprio dalla grande consapevolezza delle situazioni, che deriva la felicità. La mia felicità.
Tutto ruota attorno alla comprensione. Alla capacità di capire. Infin dei conti pure il mio lavoro ha come pilastro questa bellissima parola.
Ecco allora che mi trovo felice, però questa volta il motivo me lo riesco a spiegare :)
Una vita a cercarli (i motivi) e poi le risposte le ho trovare sempre vicino, sempre a portata di mano.
Come riconoscerle? Hanno una forma dolce, semplice, intuitiva, disarmante.
Se fossero oggetti avrebbero una forma familiare, ne troppo morbide, ne troppo dure, metterebbero tranquillità, rilassatezza. Come una poltrona. Comoda abbastanza da rilassarti, di sostegno quando si è spossati, che si adatta a ciò che sei, senza farsi troppo notare.
Certo è che mi riferisco alla poltrona di casa, non ai sedili EasyJet.

Still on board.
E poi noto la tizia che si è seduta in parte a me. In realtà l'avevo già notata, l'avevo aiutata a sistemare il suo bagaglio a mano.
La guardo bene ed assomiglia in modo spiccicato alla ragazza del post "tachicardia". C'assomiglia proprio cazzo.
Sembra un po' troppo presa da se ma non ha un modo di fare antipatico. Sorride. Ha una bella bocca.

[post-considerazioni]
Effettivamente non era antipatica ed assomigliava così tanto alla tizia del post che volevo chiederle se fosse la sorella, o una parente (che idiota :). Per poi scoprire che non aveva nemmeno alcun lontano legame di parentela.
Incredibile come, osservandola, desse le stesse impressioni che ho avuto facendoci 4 chiacchiere.
Effettivamente un po' piena di se lo era. Giustificata dal fatto di aver preso scelte difficili. Di aver preso la strada in salita.
Italiana emigrata per motivi di studio in quel di Glasgow, si divertiva a scarobocchiare su un blocco Moleskine nuovo di zecca dei volti. Disegnava bene. Sembrava incuriosita dal vedermi scrivere. Infatti me l'ha chiesto quasi subito. Cosa scrivi? Avrei dovuto rispondere con un: "sto scrivendo un nuovo romanzo, un nuovo "conte di Montecristo". Ho detto che scrivevo di me. Per me. Del perchè lo facevo. E' sembrata comprendere tutto.
Aveva trovato il suo modo per incasellarmi :)
charlieboy