La schiera di lamentosi che conosco aumenta sempre di più.
La cosa che mi stupisce è che si tratta di persone giovani. Che hanno ancora un mucchio di anni lavorativi davanti a se. Eppure sembra una specie di sport nazionale, un modo strano ed incomprensibile di parlarsi addosso. Di accentrare l'attenzione. Di pensare che così forse ho o avrò più importanza.
Se ognuno lo facesse nella propria intimità non ci sarebbe nulla di male, nessuno se ne accorgerebbe. Nessuno ne rimarrebbe infastidito. A nessuno verrebbe in mente di valutare ciò che le continue lamentele determinano.
Quest'atteggiamento è infatti in grado di intossicare l'ambiente, di affondarlo, di renderlo pesante, noioso, alle volte invivibile. La cosa strana è che nessuno ci guadagna con un atteggiamento simile.
Infatti, come stavo dicendo prima, il lamentoso medio ha strenuo bisogno di un interlocutore; proprio come una freccia ha bisogno di un bersaglio.
Le lamentele, anche se fini a se stesse, devono essere riversate addosso a qualcuno.
Non ho sinceramente idea del perchè debba succedere, però è così.
Ingenuamente pensavo che il "lamentoso" oltre a sfogarsi, cercasse strategie di uscita da una certa situazione, cercando di risolvere il proprio problema. Ma le cose non funzionano proprio così.
Infatti il lamentoso non cerca alternative, non cerca soluzioni, ma reclama la propria esistenza solo sulla base del postulato: "mi lamento, quindi esisto".
E' una cosa che di filosofico non ha veramente nulla anzi, si tratta di una cosa drammatica.
Vi immaginate un'esistenza lavorativa fatta di sole lamentele!?
Io no. Sarà che le possibilità della pensione si fanno sempre più remote, sarà che a prescindere, ho un mucchio di anni da lavorare! E non voglio passarli riversando ogni giorno le stesse cose sugli altri.
Già.
E infatti non lo faccio.
Invece questi individui che si comportano in questo modo, come ho già avuto modo di scrivere, non sono abbastanza furbi da ringraziare, ogni giorno, coloro i quali primaditutto si sciroppano le loro lamentele costanti, continue, incessanti e inutili e, secondo, assorbono tutto questo malumore che, se continuamente ripetuto può generare malessere e nervosismo.
Per questo i rapporti umani mi schifano sempre di più. Si tratta esclusivamente di "dare o avere" nulla di più.
Qualche mosca bianca c'è. Vero. Però la maggioranza, quella no. Quella non funziona proprio.
Ecco perchè, nonostante lavori al chiuso e con un sacco di persone, sogno di lavorare all'aria aperta in mezzo alla natura e possibilmente da solo.
Ma facendo così, mi sto lamentando...
ooops.... :)
charlieboy
mercoledì 28 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Adesso è facile
Spring time.
E quand'è così. Quando fisicamente mi sento così bene allora diventa tutto facile.
Puntare su me stesso. Un'altra volta.
Infin dei conti non ho alternative. Perchè alternative non ci sono.
BastarMi.
Come scrivevo qualche settimana fa'.
Complici certe cose che reputo "chiare".
Logica conseguenza di interpretazioni reali.
E' così. Quasi come fosse matematica.
Anche se certi variabili. Bè, quelle di "matematico" c'hanno proprio poco.
Tentativi di condizionamento esterno.
Strategie.
Ognuno usa la propria.
Chi per imporsi, che per soddisfarsi, chi per paura, chi per passione, chi per gioia.
Le variabili anche qui sono tante e, raramente, ce n'è una sola.
Eppure io punto su di me, mi scopro lentamente.
ConoscerMi come compagno di viaggio. Abituarmi alla mia presenza.
Senza delegare, conscio che ciò che sento io, e come lo sento io. Lo sento solo io.
Ci posso provare a comunicarlo, condiverlo?, condividerlo è forse eccessivo.
Però si tratta quasi sempre di tentativi inefficaci, il più delle volte criptici, difficilmente comprensibili.
Eppure sono tentativi, cercare di metterci le parole, riempire gli spazi con i colori, unire i puntini numerati per vedere che cosa salta fuori.
E l'immagine che compare,
assomiglia molto alla mia faccia
charlieboy
http://www.youtube.com/watch?v=bZAjlXph4vs&feature=related
E quand'è così. Quando fisicamente mi sento così bene allora diventa tutto facile.
Puntare su me stesso. Un'altra volta.
Infin dei conti non ho alternative. Perchè alternative non ci sono.
BastarMi.
Come scrivevo qualche settimana fa'.
Complici certe cose che reputo "chiare".
Logica conseguenza di interpretazioni reali.
E' così. Quasi come fosse matematica.
Anche se certi variabili. Bè, quelle di "matematico" c'hanno proprio poco.
Tentativi di condizionamento esterno.
Strategie.
Ognuno usa la propria.
Chi per imporsi, che per soddisfarsi, chi per paura, chi per passione, chi per gioia.
Le variabili anche qui sono tante e, raramente, ce n'è una sola.
Eppure io punto su di me, mi scopro lentamente.
ConoscerMi come compagno di viaggio. Abituarmi alla mia presenza.
Senza delegare, conscio che ciò che sento io, e come lo sento io. Lo sento solo io.
Ci posso provare a comunicarlo, condiverlo?, condividerlo è forse eccessivo.
Però si tratta quasi sempre di tentativi inefficaci, il più delle volte criptici, difficilmente comprensibili.
Eppure sono tentativi, cercare di metterci le parole, riempire gli spazi con i colori, unire i puntini numerati per vedere che cosa salta fuori.
E l'immagine che compare,
assomiglia molto alla mia faccia
charlieboy
http://www.youtube.com/watch?v=bZAjlXph4vs&feature=related
mercoledì 21 marzo 2012
L'arte di rosicare
Ho delle sensazioni. Cose di cui mi fido. Ma che non posso dimostrare.
Perchè non supportate da "evidenze".
Come va tanto di moda nel mondo scientifico.
Come se bastassero le "evidenze".
Però le "sensazioni" ci sono e La riguardano.
Riguardano un suo modo di comportarsi.
Cercarmi.
Parlarmi di altri.
Di quanto è figo questo o quest'altro.
Parlare di se stessa e poi cercarmi per "moralizzarmi" per dire quali sono le "mancanze" di cui mi sono macchiato.
Non ci capisco molto sinceramente.
Ma non mi piace.
Pare l'atteggiamento di chi vuole tenerti li per prenderti a calci nel culo.
Per essere la sua valvola di sfogo.
Ti parlo di altri perchè "siamo amici" si sa mai che ti sia fatto delle illusioni... però ti bastono per vere stronzate perchè così ci puoi sperare.
La cosa bella è che io non c'ho voglia di queste puttanate.
Non c'ho voglia!
Un minimo di "serietà" (se di serietà si tratta) nel provare a condividere qualcosa.
Ma capisco che è più semplice, più easy provare (e fallire) con i vari fighi (o fichi) che imbastiscono discorsi in discoteca, brandendo un cocktail perlopiù imbevibile mentre sciorinano sguardi e tecniche di corteggiamento troppo banali, patetiche ma pur sempre efficaci.
E' come appendere un mucchio di arbre magique in un letamaio.
Sarà ma la vera essenza del letamaio (non dell'arbre magique perchè dopo un po' si scarica :) non cambia di certo..
Così di fronte ai suoi racconti mi trovo a rosicare, a non capire (già perchè non l'ho mai capito) come una donna possa "prendersi" per certi personaggi di una inutilità atroce, pazzesca.
Per questi individui, cosa che le dicevo oggi, sembra sempre il giorno di festa. Chissà com'è ma con il loro rassicurante essere "incasellabili" diventano materiale "controllabile" dalla donna di turno che li archivia come "bello ma stupido" e che però nel mentre si fanno "filmoni", montate taurine ecc...
Essere inquadrabili ha i suoi vantaggi devo dire.
Non faccio così perchè non sono così. Molto semplice.
Che mi rimane?
L'eroismo della mia scelta? L'onore della società? Ricchi premi e cotillon?
Macchè...
Mi rimane il rosicare.
Il vedere in azione questi personaggi (per fortuna con l'avanzare dell'età se ne vedono sempre di meno. Forse perchè esco di meno! :) mi determina primaditutto un forte senso di pena (nei loro confronti) e in secondo luogo un profondo senso di sorpresa (che non passa mai!) nel vederli monetizzare agitando cose che non hanno.
Gettare fondamenta nel nulla e sul nulla!
Eppure funziona.
La gente, e le donne in questo caso, lo sanno ma fa' più comodo crederci.
Sapere che sotto sotto è così, però finchè va si tratta di una variabile controllabile. Gestibile.
Così la vedo io quanto meno.
E così vedendo mi trovo a rosicare.
Non sono quello dei complimenti fatti a caso.
Non sono quello dei cocktail e degli sguardi magnetici.
Non sono quello delle grandi strategie finalizzate all'accoppiamento.
Non sono quello dei messaggini subliminali.
Non sono quello che esce con 20 "tipe in 6 mesi.
Forse non sono furbo mi viene da pensà!
Certo è che dall'albero delle mele non cadono le pere e io non voglio andare contro a ciò che sono.
E allora che fare?
rosicare :)
charlieboy
lunedì 19 marzo 2012
We take care of our own
Senso di smarrimento.
Galleggio ma tengo comunque il respiro per paura di andare "sotto".
Manovre inutili.
Retromarcia e chiusura in me stesso.
Ad analizzare e rianalizzare chi mi circonda.
Quello che ha detto.
Quello che ha fatto.
So di essere rigido ma so di esserlo primaditutto con me stesso.
Ridotta tolleranza che finora mi ha portato a scelte sempre solitarie.
Sarà così anche in futuro?
Un po' ne sono contento.
Un po' mi spaventa.
stasera è così che va
charlieboy
http://www.youtube.com/watch?v=fkEU3JjNARs
Galleggio ma tengo comunque il respiro per paura di andare "sotto".
Manovre inutili.
Retromarcia e chiusura in me stesso.
Ad analizzare e rianalizzare chi mi circonda.
Quello che ha detto.
Quello che ha fatto.
So di essere rigido ma so di esserlo primaditutto con me stesso.
Ridotta tolleranza che finora mi ha portato a scelte sempre solitarie.
Sarà così anche in futuro?
Un po' ne sono contento.
Un po' mi spaventa.
stasera è così che va
charlieboy
http://www.youtube.com/watch?v=fkEU3JjNARs
venerdì 16 marzo 2012
Il libretto
Il libretto delle istruzioni l'ho sempre letto poco e malvolentieri.
Il libretto di istruzioni della vita poi è troppo lungo, oscuro e complicato per essere letto di buon animo.
Forse ognuno si scrive il suo.
Io ho l'impressione di aggiungere una lettera o una parola al giorno.
Lavoro lento ma costante.
Lento ma inesorabile direbbe un vecchio amico di collegio.
Lento ma sereno dico io.
Il cuore striscia sul selciato e io, all'idea, mi ci sto abituando.
Non so se è giusto ma ho come l'impressione che la mia sensibilità lo richieda.
E poi vedo in tv l'intervista ad un alpinista.
Vedo le montagne.
E mi viene da piangere.
Ma è un pianto sereno, felice.
La, mi sono sempre trovato bene.
Fatica per essere ripagati da un paesaggio, una nuvola, un raggio di sole.
E chi non c'è mai stato non può certo capire.
E' la vorrei essere ora.
Libero.
più leggero
charlieboy
Il libretto di istruzioni della vita poi è troppo lungo, oscuro e complicato per essere letto di buon animo.
Forse ognuno si scrive il suo.
Io ho l'impressione di aggiungere una lettera o una parola al giorno.
Lavoro lento ma costante.
Lento ma inesorabile direbbe un vecchio amico di collegio.
Lento ma sereno dico io.
Il cuore striscia sul selciato e io, all'idea, mi ci sto abituando.
Non so se è giusto ma ho come l'impressione che la mia sensibilità lo richieda.
E poi vedo in tv l'intervista ad un alpinista.
Vedo le montagne.
E mi viene da piangere.
Ma è un pianto sereno, felice.
La, mi sono sempre trovato bene.
Fatica per essere ripagati da un paesaggio, una nuvola, un raggio di sole.
E chi non c'è mai stato non può certo capire.
E' la vorrei essere ora.
Libero.
più leggero
charlieboy
L'orchidea
Vorrei scrivere. Ma le idee mi si bloccano alla fase di ideazione.
Non riesco a mettere insieme più di poche parole, frasi al massimo.
Non so perchè.
Mi è bastato però per sorridere un messaggio della ex fidanzata che mi mostrava l'orchidea che le avevo regalato, ora in fiore.
Incredibile sia la fioritura che la tempistica.
Qui mi massacro di fatica fisica per tenere su il morale.
Morale bastonato da discussioni con gente che di discutere non ne vuole sapere.
Eppure sono qui.
Ora dormo.
ho sonno
charlieboy
Non riesco a mettere insieme più di poche parole, frasi al massimo.
Non so perchè.
Mi è bastato però per sorridere un messaggio della ex fidanzata che mi mostrava l'orchidea che le avevo regalato, ora in fiore.
Incredibile sia la fioritura che la tempistica.
Qui mi massacro di fatica fisica per tenere su il morale.
Morale bastonato da discussioni con gente che di discutere non ne vuole sapere.
Eppure sono qui.
Ora dormo.
ho sonno
charlieboy
lunedì 12 marzo 2012
A perfect solitude #2
Week end via.
Come nella dolce vita.
In quella splendida città che è Roma.
Splendida.
Sbrigate le burocrazie "lavorative" mi concedo 24 ore da godermi appieno.
Meraviglioso.
Mi ritrovo ad avere la pelle d'oca in piazza Navona e poi la stessa, bellissima, sensazione a S. Maria Maggiore, mentre mi appisolo all'ombra della colonna in attesa che arrivi l'orario per prendere il treno.
Tre giorni da solo.
Tre giorni felici.
Avevo paura della mia "solitudine" e invece mi ritrovo ad esserne "compiaciuto".
Mi sono stancato fisicamente e mentalmente.
E mi ritrovo ad essere sereno.
Ho nelle ossa e negli occhi un cielo meraviglioso. Un sole caldo e tante, tante belle cose viste.
Odori, profumi, suoni, parole.
Mi è sembrato di bastarMi in questi 3 giorni.
E ci voleva. Ci voleva proprio.
Ritorno più riposato che mai.
Domani si lavora.
ma domani è un altro giorno
charlieboy
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