Indeciso sino all'ultimo se scrivere o meno.
La voglia, il momento migliore ce l'ho avuto qualche ora fa' ma è passato. Anzi. L'ho lasciato passare.
C'avevo da fare giusto un paio di cose e ho colto l'occasione per fare "brainstorming".
Ovvero quella pratica, che insegnano agli anglosassoni, per sviscerare un argomento.
E' una cosa cui noi "latini" non siamo abituati. E' una cosa probabilmente neanche molto utile, ma, se presa nel modo giusto allora si dimostra valida per mettere in ordine le idee. I concetti.
E di idee ce ne sono proprio tante, che frullano nella testa. La mia famiglia, il mio significato sul senso della vita (questa è davvero pretenziosa :), le donne, gli amici, le amiche.
Alla fine scrivere mi ha aiutato (e lo sta facendo tuttora) e non poco.
Indirizzare le proprie energie verso la turbina della scrittura e non disperdele in giro, non permettere che le mie idee migliori se ne vadano via, se non prima di essere passate su carta.
Pensavo a questo stasera. Pensavo perchè ho il bisogno, l'estrema necessità di capire.
E poi mi è venuto in mente mio padre. Ricordo che qualche mese fa', in occasione del mio ultimo traguardo da universitario mi aveva confessato che, poco prima della mia presentazione, era talmente agitato che avrebbe voluto lasciare l'aula. L'ha trattenuto solo il fatto di vedermi tranquillo.
Se non lo fossi stato, probabilmente sarebbe uscito.
Bene.
Sapere che ha provato questo per me, ha fatto trasparire una dolcezza incredibile. Non avrei mai detto.
Non avrei mai pensato.
Soprattutto non avrei mai scommesso sul fatto che me l'avrebbe detto.
Una piccola cosa. Una scemenza forse.
Comunque un passo verso la riconcilazione :)
buonanotte
charlieboy
domenica 15 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
Shirley Temple's Syndrome
Mi guardo attorno e sempre più spesso rimango deluso dal sesso femminile.
Già.
Il sesso femminile. Proprio quello che ho tenuto in altissima considerazione per un mucchio di anni. Quasi fosse inavvicinabile (e per certi versi lo era).
Le distanze, soprattutto mentali :), si sono ridotte. Il sesso femminile non è più inavvicinabile.
Non è più rivestito da caratteristiche esclusivamente positive.
Le donne le scopro sempre più spesso come superficiali, supponenti, incoerenti, troppo piene di se.
Sarà che l'uomo è in crisi, sarà che non ci sono più i latin lover, sarà che tra moglie e marito non si danno più del voi, sarà che l'uomo non siede più capotavola, sarà che la donna non rimane più accanto alla stufa a fare la calza e a cucinare minestre ma, la figura che emerge da tutto ciò non è esattamente idilliaca.
Certe cose, sacrosante, sono dovute, il rispetto primaditutto, la protezione, non nei confronti di un sesso "più debole" ma nei confronti delle donne è dovuta. E basta :). La capacità di capire che sì, una donna è molto probabilmente più tosta di un uomo. Primaditutto perchè partorisce, perchè sa istintivamente crescere dei figli.
Chiaro che questo discorso è di massima. e non si adatta a tutte. Però... alla maggior parte sì.
Questo per dire che non sono un maschilista o un playboy fallito.
Adoro il sesso femminile per tutta la forza e la grazia che riesce ad emanare, contemporaneamente.
Lo adoro perchè un uomo al fianco di una donna si sente utile. Si sente completo.
Perciò odio profondamente le donne che fanno le bambine prodigio, la sindrome di Shirley Temple la chiamo io. Quella sindrome che rende una donna acida, spocchiosa, supponente. Che la priva della sua naturale dolcezza e la rende una sorta di metronomo vivente, che impartisce ordini, che entra in competizione per qualsiasi cosa. Che nutre la sua autostima, mantenendola però al contempo fragile, lacrimevole ed insicura.
La stessa cosa che la fà diventare, ai miei occhi, insopportabile, zelante. La sindrome di chi si sente indispensabile. La sindrome di quella che il proprio parere lo deve dire.
E nel modo peggiore possibile.
La sindrome di quelle che finiscono per farsi scopare dal capo, da un superiore o da un collega più anziano.
Si sa mai che si riesce a fare carriera.
E poi così posso sbandierare la loro grande libertà sessuale.
La sindrome di quelle che poi, quando le responsabilità arrivano sul serio, diventano incazzose, iraconde, intrattabili.
Potevate pensarci prima! Idiote!
Le donne così non le sopporto.
Meglio rimanere soli. Meglio una vita di seghe.
Le donne così sono quelle che mi ricattano. Sono quelle che mi sminuiscono. Sono quelle che non mi accettano.
Andatevene a fare in culo.
Lo dico di gusto. E dal profondo del mio cuore.
Rimane un'idea splendida di una donna che un giorno sarà madre. Che sa capire e sa accettare.
Rimane l'idea di un uomo che sa accettare, sa capire e sa proteggere.
Essere/i consapevoli della propria incompletezza.
buonanotte
charlieboy
Già.
Il sesso femminile. Proprio quello che ho tenuto in altissima considerazione per un mucchio di anni. Quasi fosse inavvicinabile (e per certi versi lo era).
Le distanze, soprattutto mentali :), si sono ridotte. Il sesso femminile non è più inavvicinabile.
Non è più rivestito da caratteristiche esclusivamente positive.
Le donne le scopro sempre più spesso come superficiali, supponenti, incoerenti, troppo piene di se.
Sarà che l'uomo è in crisi, sarà che non ci sono più i latin lover, sarà che tra moglie e marito non si danno più del voi, sarà che l'uomo non siede più capotavola, sarà che la donna non rimane più accanto alla stufa a fare la calza e a cucinare minestre ma, la figura che emerge da tutto ciò non è esattamente idilliaca.
Certe cose, sacrosante, sono dovute, il rispetto primaditutto, la protezione, non nei confronti di un sesso "più debole" ma nei confronti delle donne è dovuta. E basta :). La capacità di capire che sì, una donna è molto probabilmente più tosta di un uomo. Primaditutto perchè partorisce, perchè sa istintivamente crescere dei figli.
Chiaro che questo discorso è di massima. e non si adatta a tutte. Però... alla maggior parte sì.
Questo per dire che non sono un maschilista o un playboy fallito.
Adoro il sesso femminile per tutta la forza e la grazia che riesce ad emanare, contemporaneamente.
Lo adoro perchè un uomo al fianco di una donna si sente utile. Si sente completo.
Perciò odio profondamente le donne che fanno le bambine prodigio, la sindrome di Shirley Temple la chiamo io. Quella sindrome che rende una donna acida, spocchiosa, supponente. Che la priva della sua naturale dolcezza e la rende una sorta di metronomo vivente, che impartisce ordini, che entra in competizione per qualsiasi cosa. Che nutre la sua autostima, mantenendola però al contempo fragile, lacrimevole ed insicura.
La stessa cosa che la fà diventare, ai miei occhi, insopportabile, zelante. La sindrome di chi si sente indispensabile. La sindrome di quella che il proprio parere lo deve dire.
E nel modo peggiore possibile.
La sindrome di quelle che finiscono per farsi scopare dal capo, da un superiore o da un collega più anziano.
Si sa mai che si riesce a fare carriera.
E poi così posso sbandierare la loro grande libertà sessuale.
La sindrome di quelle che poi, quando le responsabilità arrivano sul serio, diventano incazzose, iraconde, intrattabili.
Potevate pensarci prima! Idiote!
Le donne così non le sopporto.
Meglio rimanere soli. Meglio una vita di seghe.
Le donne così sono quelle che mi ricattano. Sono quelle che mi sminuiscono. Sono quelle che non mi accettano.
Andatevene a fare in culo.
Lo dico di gusto. E dal profondo del mio cuore.
Rimane un'idea splendida di una donna che un giorno sarà madre. Che sa capire e sa accettare.
Rimane l'idea di un uomo che sa accettare, sa capire e sa proteggere.
Essere/i consapevoli della propria incompletezza.
buonanotte
charlieboy
mercoledì 11 gennaio 2012
to reason
Ritorno a discutere sullo stesso argomento. Con la stessa persona.
Su cose che la riguardano.
E lei non discute. Rilancia. Spara a zero. Mette in discussione l'amicizia.
A questo punto mi chiedo se davvero ci sia alla base amicizia.
O qualcos'altro. Non ricambiato.
Trattandosi di uomo e donna, è la dinamica più vecchia del mondo.
Ricambiare amicizia a un qualcosa che non lo è. O forse a qualcosa che "scende di tono" sino ad arrivare ad assumere una sembianza che assomiglia all'amicizia.
Personalmente non ho idea se l'amicizia esista o meno. Segnali a riguardo ne ho avuti.
E non sono molto incoraggianti.
La mia diffidenza (costruita, abbracciata e adottata durante l'adolescenza) non rende sicuramente l'argomento facile da affrontare.
Amicizia è un gesto di fiducia verso gli altri. Si ma anche un gesto di fiducia verso se stessi.
E' peggio "pigliarlo nel culo" da una persona oppure è peggio capire di aver sbagliato?
Non è facile rispondere. Nel primo caso ci si aggrappa al "dovevo sospettarlo" nel secondo caso c'è poco da aggrapparsi perchè una soluzione è sempre possibile. C'è da sapere analizzare le cose. C'è da saper chiedere scusa.
Io non sono particolarmente bravo nei rapporti umani (non mi crogiolo dicendolo) ma sicuramente sono migliorato in questi ultimi anni. Sono migliorato perchè c'è stata una revisione critica di quello che sono io. Ci sono stati un mucchio di perchè e tanti tentativi di rispondere.
C'è stata, e c'è la volonta' di imparare ad argomentare, a discutere.
Cosa che purtroppo non ho avuto d'esempio in casa. Mio padre rinchiuso nei suoi silenzi. Mia madre a macinare parole e vittimismo. Mia sorella a spada sguainata a difendere le sue posizioni e io che facevo tutto in punta di piedi, pensando che sbilanciarmi potesse portare chissà quale catastrofica conclusione.
E' così che ho passato la mia adolescenza, periodo difficile, e che oltretutto non ricordo nemmeno volentieri, proprio per queste continue tensioni, questi ciclici conflitti, che si esacerbavano alla domenica (ad orario di pranzo, puntuali come un orologio), silenzi, rancori. Lì hanno attecchito tante cose, che sto cercando di lavarmi via, lì è nata la paura della discussione, del parlare, dello spiegarsi.
Incosapevolmente gli ho attribuito solo un parere negativo, quando invece è tutt'altro. E' momento di crescita. Scambio. Soluzione. Distensione. Pace.
Queste cose le ho imparate dopo. Per questo ci credo così profondamente.
Per questo mi ferisce non riuscire ad argomentare con una persona che, forse a torto, definisco amica.
Quotidianamente, senza che succeda nulla di strano, mi sembra che questi piccoli particolari scartavetrino la superficie del mio cuore. Ne esita un dolore sordo, non ben definito, non forte e non ben localizzato.
Un compagno di viaggio discreto. Che pretende risposte.
che pretende attenzione.
charlieboy
Su cose che la riguardano.
E lei non discute. Rilancia. Spara a zero. Mette in discussione l'amicizia.
A questo punto mi chiedo se davvero ci sia alla base amicizia.
O qualcos'altro. Non ricambiato.
Trattandosi di uomo e donna, è la dinamica più vecchia del mondo.
Ricambiare amicizia a un qualcosa che non lo è. O forse a qualcosa che "scende di tono" sino ad arrivare ad assumere una sembianza che assomiglia all'amicizia.
Personalmente non ho idea se l'amicizia esista o meno. Segnali a riguardo ne ho avuti.
E non sono molto incoraggianti.
La mia diffidenza (costruita, abbracciata e adottata durante l'adolescenza) non rende sicuramente l'argomento facile da affrontare.
Amicizia è un gesto di fiducia verso gli altri. Si ma anche un gesto di fiducia verso se stessi.
E' peggio "pigliarlo nel culo" da una persona oppure è peggio capire di aver sbagliato?
Non è facile rispondere. Nel primo caso ci si aggrappa al "dovevo sospettarlo" nel secondo caso c'è poco da aggrapparsi perchè una soluzione è sempre possibile. C'è da sapere analizzare le cose. C'è da saper chiedere scusa.
Io non sono particolarmente bravo nei rapporti umani (non mi crogiolo dicendolo) ma sicuramente sono migliorato in questi ultimi anni. Sono migliorato perchè c'è stata una revisione critica di quello che sono io. Ci sono stati un mucchio di perchè e tanti tentativi di rispondere.
C'è stata, e c'è la volonta' di imparare ad argomentare, a discutere.
Cosa che purtroppo non ho avuto d'esempio in casa. Mio padre rinchiuso nei suoi silenzi. Mia madre a macinare parole e vittimismo. Mia sorella a spada sguainata a difendere le sue posizioni e io che facevo tutto in punta di piedi, pensando che sbilanciarmi potesse portare chissà quale catastrofica conclusione.
E' così che ho passato la mia adolescenza, periodo difficile, e che oltretutto non ricordo nemmeno volentieri, proprio per queste continue tensioni, questi ciclici conflitti, che si esacerbavano alla domenica (ad orario di pranzo, puntuali come un orologio), silenzi, rancori. Lì hanno attecchito tante cose, che sto cercando di lavarmi via, lì è nata la paura della discussione, del parlare, dello spiegarsi.
Incosapevolmente gli ho attribuito solo un parere negativo, quando invece è tutt'altro. E' momento di crescita. Scambio. Soluzione. Distensione. Pace.
Queste cose le ho imparate dopo. Per questo ci credo così profondamente.
Per questo mi ferisce non riuscire ad argomentare con una persona che, forse a torto, definisco amica.
Quotidianamente, senza che succeda nulla di strano, mi sembra che questi piccoli particolari scartavetrino la superficie del mio cuore. Ne esita un dolore sordo, non ben definito, non forte e non ben localizzato.
Un compagno di viaggio discreto. Che pretende risposte.
che pretende attenzione.
charlieboy
martedì 10 gennaio 2012
The way it is
Domani lavoro. Non ne ho nessunissima voglia.
Domani cambio ambito lavorativo.
Mi sposto di poco. Ma mi sposto.
Non ne ho molta voglia ma so che mi farà bene.
E poi, tra qualche mese, cambierò ancora.
E so che mi farà bene anche allora.
Turnare significa anche questo.
Prendere le misure con un posto.
E poi cambiare.
Prenderle con un altro.
E poi cambiare ancora.
L'unico comune denominatore sarò io.
Nulla di più.
E con tutto quello che significa.
Fare esperienza.
E cercare di farla fruttare.
Stimolarsi.
Studiare.
Cercare.
Arrabbattarsi.
Non fermarsi.
Non sedersi.
Adesso che avrei voglia di scappare, di viaggiare, di vivere una vacanza lunga, bella, calda e spensierata mi ritrovo invece a dover fare l'esatto opposto.
Cercare di riordinare le idee.
Nuove motivazioni. (Anche quelle vecchie sono sufficienti :)
Cercare di affrontare queste sensazioni opposte.
Sfidarsi.
Un'altra volta.
avrei bisogno di essere abbracciato.
adesso
charlieboy
P.s.
Cercare di essere sereno per più di 15 giorni ogni 5/6 mesi.
Ci provo.
Cazzo ci provo.
http://www.youtube.com/watch?v=GlRQjzltaMQ&feature=related
Domani cambio ambito lavorativo.
Mi sposto di poco. Ma mi sposto.
Non ne ho molta voglia ma so che mi farà bene.
E poi, tra qualche mese, cambierò ancora.
E so che mi farà bene anche allora.
Turnare significa anche questo.
Prendere le misure con un posto.
E poi cambiare.
Prenderle con un altro.
E poi cambiare ancora.
L'unico comune denominatore sarò io.
Nulla di più.
E con tutto quello che significa.
Fare esperienza.
E cercare di farla fruttare.
Stimolarsi.
Studiare.
Cercare.
Arrabbattarsi.
Non fermarsi.
Non sedersi.
Adesso che avrei voglia di scappare, di viaggiare, di vivere una vacanza lunga, bella, calda e spensierata mi ritrovo invece a dover fare l'esatto opposto.
Cercare di riordinare le idee.
Nuove motivazioni. (Anche quelle vecchie sono sufficienti :)
Cercare di affrontare queste sensazioni opposte.
Sfidarsi.
Un'altra volta.
avrei bisogno di essere abbracciato.
adesso
charlieboy
P.s.
Cercare di essere sereno per più di 15 giorni ogni 5/6 mesi.
Ci provo.
Cazzo ci provo.
http://www.youtube.com/watch?v=GlRQjzltaMQ&feature=related
domenica 8 gennaio 2012
La cena. Il ritorno. Il lavoro di domenica.
[from working place]
Desiderio di scrivere.
Sì vabbè c'è carta e penna ma avevo bisogno di battere sui tasti. Di avere una connessione internet.
Ultimamente a casa mia latita e mi manca tanto.
Ci si accorge delle dipendenze quando le cose cominciano a mancare.
Ieri sera cena dalla splendida sorella e dalla sua splendida famiglia. Sto sempre bene lì in mezzo.
E mi accorgo di aver costruito quasi inconsapevolmente un bel rapporto con suo marito.
Che conosco da un sacco di tempo e con il quale il rapporto, le visioni reciproche, l'opinione è cambiata, si è modificata nel tempo. Ha preso forme nuove sino ad oggi. Sino ad arrivare ad una conoscenza rispettosamente profonda. Sino ad arrivare a parlare, rispettosamente, delle dinamiche più profonde, specie in contesti familiari. Io mi sono aperto con mia sorella e, indirettamente, con lui. Lui si è fatto conoscere sotto questo profilo che penso viva con estremo pudore, intimità.
Penso che siano questo tipo di esperienze quelle che uniscono e saldano in maniera marcata un rapporto di coppia, un matrimonio.
Infin dei conti, special modo all'inzio hanno trovato la strada in salita e, affrontandoli da soli i problemi, probabilmente hanno imparato a "trovarsi un ruolo", una posizione, in quei momenti.
E' estremamente bello, confortante sapere che un rapporto del genere esiste, che è possibile! :)
La base è la più banale, la più ovvia, ma mai la più scontata: l'amore.
Già tra mia sorella e sua marito c'è amore e questo si vede tra di loro e si vede con i figli (splendidi).
Questo non impedisce e non impedirà errori, sbagli o incomprensioni, ma, entrando in quella casa non si può fare altro che notare la sensazione di benessere, di tranquillità, di calore che ti riveste come fosse un cappotto.
E' questa la cartina tornasole, è questa la cosa che mi fa' capire che non c'è finzione, che non è una cosa "costruita".
Di ritorno verso la mia casetta in canadà, è partito automaticamente il mio arcinoto "stream of consciousness" risvegliato dalla radio, da certi pezzi che sembrano messi lì non a caso.
Ho ripensato intesamente a un periodo "buio", quello di 10 anni fa', al contesto, alle persone, alla sensazione di smarrimento, di solitudine, e alla mia difficile ricerca di risposte.
Quelle sarebbero arrivate.
10 anni dopo.
charlieboy
(mi hanno già procurato una mattinata di lavoro. Meglio che vada.
a Voi: buonadomenica :)
Desiderio di scrivere.
Sì vabbè c'è carta e penna ma avevo bisogno di battere sui tasti. Di avere una connessione internet.
Ultimamente a casa mia latita e mi manca tanto.
Ci si accorge delle dipendenze quando le cose cominciano a mancare.
Ieri sera cena dalla splendida sorella e dalla sua splendida famiglia. Sto sempre bene lì in mezzo.
E mi accorgo di aver costruito quasi inconsapevolmente un bel rapporto con suo marito.
Che conosco da un sacco di tempo e con il quale il rapporto, le visioni reciproche, l'opinione è cambiata, si è modificata nel tempo. Ha preso forme nuove sino ad oggi. Sino ad arrivare ad una conoscenza rispettosamente profonda. Sino ad arrivare a parlare, rispettosamente, delle dinamiche più profonde, specie in contesti familiari. Io mi sono aperto con mia sorella e, indirettamente, con lui. Lui si è fatto conoscere sotto questo profilo che penso viva con estremo pudore, intimità.
Penso che siano questo tipo di esperienze quelle che uniscono e saldano in maniera marcata un rapporto di coppia, un matrimonio.
Infin dei conti, special modo all'inzio hanno trovato la strada in salita e, affrontandoli da soli i problemi, probabilmente hanno imparato a "trovarsi un ruolo", una posizione, in quei momenti.
E' estremamente bello, confortante sapere che un rapporto del genere esiste, che è possibile! :)
La base è la più banale, la più ovvia, ma mai la più scontata: l'amore.
Già tra mia sorella e sua marito c'è amore e questo si vede tra di loro e si vede con i figli (splendidi).
Questo non impedisce e non impedirà errori, sbagli o incomprensioni, ma, entrando in quella casa non si può fare altro che notare la sensazione di benessere, di tranquillità, di calore che ti riveste come fosse un cappotto.
E' questa la cartina tornasole, è questa la cosa che mi fa' capire che non c'è finzione, che non è una cosa "costruita".
Di ritorno verso la mia casetta in canadà, è partito automaticamente il mio arcinoto "stream of consciousness" risvegliato dalla radio, da certi pezzi che sembrano messi lì non a caso.
Ho ripensato intesamente a un periodo "buio", quello di 10 anni fa', al contesto, alle persone, alla sensazione di smarrimento, di solitudine, e alla mia difficile ricerca di risposte.
Quelle sarebbero arrivate.
10 anni dopo.
charlieboy
(mi hanno già procurato una mattinata di lavoro. Meglio che vada.
a Voi: buonadomenica :)
sabato 7 gennaio 2012
Updating #1
[from working place]
La revisione degli appunti non è ancora avvenuta. E' un lavoro mica indifferente :) Una discretissima legnata.
C'è da averne voglia. E per ora non è ancora capitato. Però qualcosa di buono l'ho scritto. Cavalcando questa fase, che mi fa' stare bene e che spero duri. La durata è dipendente dalla solidità delle basi... o della testardaggine. E quella, nel bene e nel male, non mi manca.
A parte ciò sul lavoro e anche fuori, un mare di domande. Mi sembra di aver scelto la strada che mi porta a farmene un sacco. A vederle tutte insieme viene un po' di sconforto. Ma poco da dire, sono fatto così ed ho un sacco di tempo per provare a rispondere.
A breve mi attivo. Ritorno in ballo dopo i giorni di ferie. La sento la tensione, l'eccitazione. Quella cosa che un collega molto più esperto ha sintetizzato nella frase: "Guai se non ci fosse!".
vi auguro buonanotte
charlieboy
P.s. Che poi magari mi viene ancora voglia di scrivere...
La revisione degli appunti non è ancora avvenuta. E' un lavoro mica indifferente :) Una discretissima legnata.
C'è da averne voglia. E per ora non è ancora capitato. Però qualcosa di buono l'ho scritto. Cavalcando questa fase, che mi fa' stare bene e che spero duri. La durata è dipendente dalla solidità delle basi... o della testardaggine. E quella, nel bene e nel male, non mi manca.
A parte ciò sul lavoro e anche fuori, un mare di domande. Mi sembra di aver scelto la strada che mi porta a farmene un sacco. A vederle tutte insieme viene un po' di sconforto. Ma poco da dire, sono fatto così ed ho un sacco di tempo per provare a rispondere.
A breve mi attivo. Ritorno in ballo dopo i giorni di ferie. La sento la tensione, l'eccitazione. Quella cosa che un collega molto più esperto ha sintetizzato nella frase: "Guai se non ci fosse!".
vi auguro buonanotte
charlieboy
P.s. Che poi magari mi viene ancora voglia di scrivere...
martedì 3 gennaio 2012
Hogmanay days
Giusto il tempo di uscire di casa con un trolley...ed è arrivato subito il momento di rimetterci piede.
Quando si sta bene il tempo vola. Quando si riescono a fare 2000 km e rotti in poco più di due ore allora il tempo vola davvero.
Stamattina mi sono svegliato con il sole di Glasgow che mi baciava in fronte , ho visto poi la pioggia, le pecore su un prato verdissimo e un magnifico abbozzo di arcobaleno e la sera la passo invece nella mia casetta in canadà. Lontano dalla mia breve (e intensa) vacanza!
E' stato molto molto bello! Primaditutto per la compagnia, F. è una persona speciale, io lo sono stato per lei e adesso, lo sono in un modo diverso.
Lei è il classico esempio di persona che ha trovato se stessa, e la felicità, lontano da qui, in un posto dove tutto è un po' più complicato, sarà per la strada che ha scelto, il lavoro, la lingua, le difficoltà di tutti i giorni ma l'impressione è che cercasse di mettersi alla prova anche in questo modo.
E' una persona così, che non si è mai lasciata in pace, che si è sempre sfidata, anche nelle cose più assurde (ricordo che certe volte l'avrei strozzata!) però una sua logica l'ha sempre avuta ed ha accumulato una serie di sfide con se stessa sempre più grandi... insomma.. step by step è arrivata alla serenità. E ' arrivata a capirsi profondamente. Ad accettarsi profondamente.
Ne parlavamo giusto stamattina, in uno di quei momenti che succede (forse) una volta all'anno, dove ci si cerca per fare due chiacchiere così, senza pretese, ma solo per spiegarsi il "perchè sono contento/a di essere qui".
Allora tutto prende forma. E lì che ritrovo, sempre di più, una persona che capisco profondamente. E capire, alla fine mi sembra la base di tutto, in special modo di quello che porta alla felicità, alla serenità.
[Ho scritto qualcosa a riguardo in questi giorni, ma necessita di essere riorganizzato :), ndr]
Lei è sempre stata estremamente inquieta da questo punto di vista, si è sempre dimenata per trovare la strada, la soluzione. Io ho invece aspettato che le cose mi piovessero più o meno addosso.
Atteggiamento radicalmente differente per un problema comune. Con le dovute differenze ci siamo trovati a metà strada, lei ora si accetta molto di più, io ho imparato ad essere sempre più attivo.
Il suo dimenarsi l'ha portata a vivere (e a trovare la felicità) a Glasgow, il mio attivarmi mi porta a cercare una soluzione. A cercare nuovi punti di vista. Il blog è un ottimo esempio. Diagnosi e trattamento in un colpo solo :)
Il cambiamento di cui sono più soddisfatto è che non la invidio più.
E lo dico con una soddisfazione MOSTRUOSA!!! :)
E' una sensazione che ho sempre odiato, non solo nei suoi confronti, ma nei confronti di chiunque. E deriva da un mix mortale di: senso di inferiorità e fallita comprensione di ciò che è quella persona.
A ben vedere, in tutte le persone che "disprezzo" riconosco quest'ultima caratteristica: la mancata comprensione di ciò che esse sono. Mancata comprensione e paura di quello che posso trovare se cambiassi idea. Compresa la non remota possibilità di mostrare "benevolenza" ed essere preso a calci nel culo.
E per capire questa banalità c'ho messo un sacco di tempo :)
a presto con i post riveduti e corretti dalla Scozia.
charlieboy
Quando si sta bene il tempo vola. Quando si riescono a fare 2000 km e rotti in poco più di due ore allora il tempo vola davvero.
Stamattina mi sono svegliato con il sole di Glasgow che mi baciava in fronte , ho visto poi la pioggia, le pecore su un prato verdissimo e un magnifico abbozzo di arcobaleno e la sera la passo invece nella mia casetta in canadà. Lontano dalla mia breve (e intensa) vacanza!
E' stato molto molto bello! Primaditutto per la compagnia, F. è una persona speciale, io lo sono stato per lei e adesso, lo sono in un modo diverso.
Lei è il classico esempio di persona che ha trovato se stessa, e la felicità, lontano da qui, in un posto dove tutto è un po' più complicato, sarà per la strada che ha scelto, il lavoro, la lingua, le difficoltà di tutti i giorni ma l'impressione è che cercasse di mettersi alla prova anche in questo modo.
E' una persona così, che non si è mai lasciata in pace, che si è sempre sfidata, anche nelle cose più assurde (ricordo che certe volte l'avrei strozzata!) però una sua logica l'ha sempre avuta ed ha accumulato una serie di sfide con se stessa sempre più grandi... insomma.. step by step è arrivata alla serenità. E ' arrivata a capirsi profondamente. Ad accettarsi profondamente.
Ne parlavamo giusto stamattina, in uno di quei momenti che succede (forse) una volta all'anno, dove ci si cerca per fare due chiacchiere così, senza pretese, ma solo per spiegarsi il "perchè sono contento/a di essere qui".
Allora tutto prende forma. E lì che ritrovo, sempre di più, una persona che capisco profondamente. E capire, alla fine mi sembra la base di tutto, in special modo di quello che porta alla felicità, alla serenità.
[Ho scritto qualcosa a riguardo in questi giorni, ma necessita di essere riorganizzato :), ndr]
Lei è sempre stata estremamente inquieta da questo punto di vista, si è sempre dimenata per trovare la strada, la soluzione. Io ho invece aspettato che le cose mi piovessero più o meno addosso.
Atteggiamento radicalmente differente per un problema comune. Con le dovute differenze ci siamo trovati a metà strada, lei ora si accetta molto di più, io ho imparato ad essere sempre più attivo.
Il suo dimenarsi l'ha portata a vivere (e a trovare la felicità) a Glasgow, il mio attivarmi mi porta a cercare una soluzione. A cercare nuovi punti di vista. Il blog è un ottimo esempio. Diagnosi e trattamento in un colpo solo :)
Il cambiamento di cui sono più soddisfatto è che non la invidio più.
E lo dico con una soddisfazione MOSTRUOSA!!! :)
E' una sensazione che ho sempre odiato, non solo nei suoi confronti, ma nei confronti di chiunque. E deriva da un mix mortale di: senso di inferiorità e fallita comprensione di ciò che è quella persona.
A ben vedere, in tutte le persone che "disprezzo" riconosco quest'ultima caratteristica: la mancata comprensione di ciò che esse sono. Mancata comprensione e paura di quello che posso trovare se cambiassi idea. Compresa la non remota possibilità di mostrare "benevolenza" ed essere preso a calci nel culo.
E per capire questa banalità c'ho messo un sacco di tempo :)
a presto con i post riveduti e corretti dalla Scozia.
charlieboy
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